lavatrici

Per le lavatrici a uso domestico l’etichetta energetica è obbligatoria  dal dicembre 2011. Devono avere l’etichetta solo gli apparecchi alimentati dalla rete elettrica, compresi quelli venduti per uso non domestico e gli apparecchi a incasso. Sono escluse le lavasciugatrici.

Come leggere l’etichetta energetica

L’etichetta energetica delle lavatrici è costituita da quattro settori:

SETTORE 1: in questo settore sono riportati i dati che identificato l’apparecchio: nome o il marchio del costruttore e il nome del modello.

SETTORE 2: è il settore che mostra la classe di efficienza energetica a cui appartiene l’apparecchio.

A sinistra vi è rappresentata la scala delle classi di efficienza energetica: una serie di frecce di lunghezza crescente e colore diverso associate alle lettere dell’alfabeto. In alto la freccia più corta, di colore verde con la lettera A+++ indica gli apparecchi con i consumi più bassi di energia. Scendendo, le frecce sono via via più lunghe e passano dal colore giallo al colore rosso, indicando consumi via via più alti.

A sinistra è evidenziata la classe di efficienza energetica a cui l’apparecchio appartiene.

In questo spazio può essere riportato anche il simbolo dell’ECOLABEL, l’ecoetichetta assegnata dalla Unione Europea  per attestare che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita.

SETTORE 3: in questo settore è indicato il consumo di energia, espresso in kWh/anno, calcolato sommando al consumo in standby il consumo necessario per eseguire 220 lavaggi all’anno.

SETTORE 4: è il settore che fornisce dati sulle caratteristiche tecniche del modello.
Con l’aiuto di pittogrammi esplicativi è possibile conoscere:

  • il consumo annuo di acqua calcolato per 220 lavaggi, espresso in litri
  • la capacità nominale di carico per il programma standard per il cotone bianco a 60°C o a 40°C, espresso in kg  
  • la classe di efficienza della centrifuga, su una scala da A a G, dove la lettera A indica la più efficiente e quindi minori consumi, e la G la meno efficiente, e quindi maggiori consumi.
  • il rumore emesso, espresso in decibel, sia per la fase di lavaggio che per quella di centrifugazione.

Il consumo annuale di energia è calcolato seguendo una procedura standardizzata, uguale in tutta l’Unione Europea, su una combinazione di 220 cicli di lavaggio fatti sia con i programmi “cotone a 60°C” a pieno e a mezzo carico sia con lavaggi  “cotone a 40° C a mezzo carico”. Nel calcolo si tiene conto anche dei consumi nelle modalità “spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i panni.

I valori del consumo annuale di acqua e la classe di efficienza energetica della centrifuga si basano sulla stessa combinazione di cicli di lavaggio considerati per il consumo energetico.

L’efficacia di lavaggio non è più indicata sull’etichetta energetica perché tutte le lavatrici, con una capacità di carico nominale superiore ai 3 kg, possono essere immesse sul mercato comunitario solo se hanno una efficienza di lavaggio equivalente alla classe A. 

I CONSUMI

In termini economici, scegliere una lavatrice più o meno efficiente può comportare un notevole risparmio. Prendiamo, come esempio, un apparecchio di libera installazione da 6 kg. Nella seguente tabella sono paragonati i consumi e i relativi costi annuali per l’energia elettrica per una lavatrice appartenente alla classe A+++, A++, A+ e A e per la classe D, anche se apparecchi appartenenti alle classi inferiori alla A non possono più essere immessi sul mercato comunitario dal 2011 (Regolamento 1015/2010/UE).

Lavatrice 6 kg di carico

 

 Considerando invece un apparecchio sempre di libera installazione con capacità di 9 kg i consumi saranno:

Lavatrice 9 kg di carico

 

 

 Scegliendo quindi un modello in classe “A+++” potremo spendere per l’energia elettrica un terzo in meno di quanto spenderemmo con un modello di classe “A”, e circa la metà di un vecchio modello in classe “D”.

ATTENZIONE
Il consumo di energia indicato è quello misurato in condizioni di laboratorio e per i cicli di lavaggio a 60°C e 40°C. Il consumo reale può essere diverso in quanto dipende dalle modalità e dalla frequenza di utilizzo e soprattutto dalla temperatura di lavaggio scelta.
Il ciclo a 90°C, se ancora utilizzato, va impiegato solo per tessuti di cotone estremamente sporchi, e si deve calcolare un consumo energetico e un relativo costo superiori, quasi il doppio del ciclo a 60°C.