“FIRE” (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia). Crescono le nomine di energy manager nelle aziende private. Maggiore attenzione alle tematiche energetiche e alla sostenibilità

pubblicato il 16 settembre 2019
“FIRE” (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia). Crescono le nomine di energy manager nelle aziende private. Maggiore attenzione alle tematiche energetiche e alla sostenibilità

Secondo il “Rapporto sugli energy manager in Italia – Indagine, evoluzione del ruolo e statistiche”, realizzatoda “FIRE”, il numero di energy manager nominati dalle imprese private per la gestione energetica delle loro attività produttive, sia in ottemperanza degli obblighi di legge (1.589 unità) che volontariamente (764), risulta pari a una crescita che si aggira intorno all’8% negli ultimi cinque anni.
“Tira la volata” il terziario (483 nominati), “a ruota” abbiamo l’industria (432), mentre la PA, “fanalino di coda”, registra addirittura un calo rispetto al 2017.
Secondo Il Rapporto, dei 1.613 energy manager interni alle aziende (assunti sia obbligatoriamente che volontariamente), 296 hanno conseguito la certificazione in Esperto in Gestione dell’Energia, mentre per quanto riguarda le 740 nomine in qualità di consulente esterno la cifra arriva a 525. Da questi dati emerge dunque come gli energy manager certificati, sia interni allo staff aziendale che esterni ad esso siano pari al 71% del totale. La crescita, comunque evidenzia una maggiore propensione da parte d’imprese ed enti verso la nomina di energy manager esterni, incaricati attraverso contratti di consulenza.
I soggetti che, oltre alla nomina di un energy manager, emergono essere in possesso della certificazione ISO 50001 per il loro sistema di gestione energetica, risultano pari a 250, quasi il 24% in più rispetto allo scorso anno. Viene sottolineata, quindi, l’importanza di sistemi di gestione energetica conformi all’ISO 50001, strumento che può accompagnare le imprese verso risultati più consistenti in termini di efficientamento. Tale dispositivo normativo, infatti, risulta poco promosso e non abbastanza supportato.
Il rapporto FIRE prodotto quest’anno, ha inoltre sviluppato un’indagine sullo stato dell’arte delle diagnosi energetiche, in particolare di quelle eseguite in osservanza dell’obbligo legislativo. Più in generale, si è cercato di individuare le problematiche riscontrate dai soggetti coinvolti nel processo di diagnosi, delineandone possibili miglioramenti e suggerimenti.
Se ne ricava, tra l’altro, che, a valle della diagnosi energetica del 2015, la maggior parte delle imprese dichiara di avere realizzato uno o più interventi fra quelli individuati dalla stessa.
Appare, comunque chiaro, come la diffusione dei sistemi di monitoraggio, probabilmente, non sia ancora adeguata a soddisfare le richieste della seconda scadenza del 2019.

Comunicato FIRE