CERTIFICATI BIANCHI E SERRE, CONFRONTO AIEL-GSE

CERTIFICATI BIANCHI E SERRE, CONFRONTO AIEL-GSE

Al centro dell'incontro la scheda 40E. Il gestore: il meccanismo "remunera esclusivamente il risparmio netto di energia"

(Quotidiano Energia) L'incentivazione delle biomasse nel settore elettrico, gli impianti di cogenerazione di piccola taglia, il conto termico e le criticità relative al meccanismo dei certificati bianchi. Questi i temi al centro di un incontro tenutosi nei giorni scorsi tra l'Associazione italiana energie agroforestali (Aiel) e il Gse, nel quadro del protocollo d'intesa sottoscritto per consolidare il rapporto di collaborazione. Per quanto riguarda il conto termico, spiega una nota Aiel, sono stati analizzati "alcuni aspetti che hanno finora limitato la diffusione presso gli operatori di filiera e soprattutto presso gli utenti finali del meccanismo stesso", in vista della prossima emanazione del DM che prevede il potenziamento del meccanismo. In questo contesto, è stata condivisa la priorità di promuovere il nuovo conto termico con "iniziative di sensibilizzazione e di diffusione delle informazioni" per i soggetti interessati. Inoltre, circa l'accesso al meccanismo per i generatori ad aria calda alimentati a biomasse, il Gse ha annunciato che "le richieste a consuntivo potranno essere ammesse" a condizione "che venga certificato il rendimento e le emissioni dell'impianto con prove in campo, eseguite da laboratori accreditati" e che sia "trasmesso al Gse, in sede di Pppm, il protocollo di misura adottato". Sempre in tema di certificati bianchi, Aiel ha evidenziato al Gestore "la problematica relativa all'applicazione della scheda 40E per l'installazione di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa legnosa nel settore della serricoltura". In particolare, sottolinea Aiel nel comunicato, "le imprese che hanno già investito e realizzato gli impianti sulla base di quanto previsto dalla scheda pubblicata all'interno del DM 28 dicembre 2012 e nel rispetto delle Faq del Gse, per effetto delle recenti scelte autonome dello stesso Gestore, che ha introdotto criteri più restrittivi non previsti dalla normativa esistente, si vedono riconoscere un numero di certificati decisamente ridotto rispetto a quelli previsti". "Spesso", ha spiegato l'associazione, "per realizzare gli impianti gli operatori hanno dovuto attivare consistenti esposizioni bancarie che potrebbero non essere onorate" e "il danno economico per le imprese che hanno applicato le regole previste dalla scheda è molto preoccupante". Aiel ha espresso quindi "preoccupazione e rammarico per la decisione assunta dal Gse" poiché "le modalità per modificare o revocare detta scheda standardizzata sono già previste nelle linee guida vigenti e non si comprende per quale motivo non sia stato seguito questo percorso normativo che avrebbe evitato di intraprendere investimenti ora messi a repentaglio". Sul tema, si legge nella nota, il Gse ha precisato che il meccanismo dei certificati bianchi "remunera esclusivamente il risparmio netto di energia", identificato come "differenza dei consumi di energia primaria prima (consumo di baseline) e dopo la realizzazione di un progetto, al netto dei risparmi non addizionali". "Il risparmio netto", quindi, "non può, per definizione e per regola aritmetica, essere mai superiore al consumo di energia prima della realizzazione del progetto" e "qualsiasi metodo di valutazione dei risparmi conseguibili, sia la valutazione standardizzata, sia quella analitica o quella a consuntivo, trova fondamento e anche limite" in questo concetto. Il Gse ha poi aggiunto che lo stesso concetto, "di buon senso prima ed oltre che giuridico", si applica anche nei casi in cui le schede (come la 40E) ammettono al meccanismo progetti o interventi di produzione di energia da Fer, individuando il risparmio nel consumo evitato da fonte fossile. Anche qui, "il risparmio incentivato non può essere superiore al consumo evitato (che in questo caso costituisce la "baseline") e qualora l'applicazione nominale della scheda 40E determini risultati di risparmio superiori, gli stessi non possono giocoforza essere considerati nella loro interezza" in quanto "non è configurabile un risparmio superiore al consumo di 'baseline'" e vanno quindi "considerati nei limiti e sino a concorrenza massima del consumo evitato".I punti di vista restano quindi differenti, Aiel e Gse - conclude la nota - hanno comunque riconfermato la positività del metodo del confronto, dei contributi tecnici e degli approfondimenti emersi.