Certificati bianchi, i tre punti chiave delle nuove linee guida

Certificati bianchi, i tre punti chiave delle nuove linee guida

(Staffetta Quotidiana) Il ruolo degli Esperti in gestione dell'energia (Ege), le misurazioni dei consumi e le “guide” di Gse, Enea e Rse. L'analisi di Enrico Biele (Fire) - Il decreto ministeriale 11 gennaio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 3 aprile e pienamente operativo dal giorno successivo, ha introdotto numerose modifiche al quadro normativo e attuativo, in buona parte già svelate, anticipate e non da ultimo analizzate (v. Staffetta 13/01) a seguito della pubblicazione delle bozze in corso d'opera. Tra le principali novità si rilevano: le modifiche all'elenco dei soggetti proponenti e alle cumulabilità; l'eliminazione del coefficiente di durabilità e del silenzio assenso per le PPPM; la ridefinizione delle categorie di interventi e l'eliminazione delle schede, trasformate nelle PS, innovativa modalità di valutazione a metà strada tra standard e consuntivo; i cambiamenti nelle tempistiche di erogazione dei titoli (ridefinite in 90 giorni più 60 per le richieste di integrazioni); la razionalizzazione delle tipologie di TEE da otto a quattro. Concentriamo in questa sede l'attenzione su tre importanti aspetti e relative implicazioni, che nei prossimi mesi sarà opportuno, e in alcuni casi necessario, approfondire nel dettaglio. Proponenti. Sono stati inseriti, al posto dei soggetti che per obbligo o scelta nominano un energy manager, i soggetti che decidono di nominare un EGE (esperto in gestione dell'energia) certificato ai sensi della UNI CEI 11339. La parola “nominare”, intesa in questo contesto come “dotarsi di”, lascia aperte interessanti prospettive per gli EGE certificati, sulla scia del percorso già avviato con il D.Lgs.  102/14. Un EGE avrà la possibilità di supportare un'azienda o ente nella richiesta di TEE, fermo restando che il soggetto che si dota dell'EGE dovrà garantire la presenza di quest'ultimo per tutta la vita utile dell'intervento o progetto. Restano da chiarire due aspetti importanti: se l'EGE potrà cambiare o meno nel corso del tempo, garantendo la continuità della presenza di una figura certificata, e il tipo di rapporto di collaborazione tra nominante ed EGE che verrà accettato ai fini della richiesta di titoli (cioè dipendente o anche consulente, partita Iva, contratto a progetto etc.). Sono entrambi aspetti fondamentali che andranno esplicitati al meglio (dal Mise e/o dal Gse), in quanto un EGE opera normalmente come consulente esterno e difficilmente, almeno ad oggi, assume incarichi per periodi continuativi fino a 10 anni con uno stesso cliente. Rispetto alle prime versioni del decreto si rileva un cambiamento sostanziale, e certamente opportuno: inizialmente era l'EGE che compariva tra i soggetti titolati a presentare progetti, con tutti gli onori ed oneri del caso, ivi compresa la sottoscrizione del contratto-tipo tra soggetto titolare (chi investe) e proponente (chi presenta il progetto), con l'assunzione delle relative responsabilità. Ora l'EGE è parte del processo, ma la presentazione non spetta a lui bensì al soggetto “che si dota di” un EGE. Va osservato che nell'allegato I, al punto 4, è previsto che qualora un soggetto sia dotato di obbligo di nomina deve effettuarla secondo i canoni previsti dalla circolare Mise 18 dicembre 2014, altrimenti (oltre a violare un obbligo di legge, la 10/91), non può richiedere titoli. Per i soggetti obbligati alla nomina dell'energy manager dunque non cambia molto rispetto alla situazione attuale (post luglio 2016). Per le piccole realtà sotto la soglia d'obbligo invece sì. Non viene richiesta la nomina dell'energy manager e la presenza di un EGE, bensì la sola presenza di quest'ultimo. Presentazione di progetti con le nuove regole. È previsto che per la determinazione del consumo di baseline, sia nei progetti a consuntivo che standard, il proponente dovrà considerare le misure dei consumi per almeno un anno prima della realizzazione del progetto, con frequenza di campionamento almeno giornaliera, oltre ad un'analisi atta ad identificare i parametri di funzionamento che influenzano il consumo del sistema oggetto di intervento. Ciò vale sia per i progetti a consuntivo che per la nuova modalità standardizzata (PS). Su questo punto il transitorio non sarà indolore, in quanto il decreto è entrato in vigore immediatamente dopo la pubblicazione; sebbene la misurazione sia un'azione sacrosanta, è ben noto che la situazione nazionale, pur con notevoli miglioramenti negli ultimi anni (in particolare grazie alle diagnosi obbligatorie, ad alcuni programmi di supporto delle diagnosi per PMI e ovviamente agli stessi TEE), è ancora lontana dall'aver raggiunto un tale livello di maturazione.

Dunque in molti casi sarà necessario attendere un anno a partire da aprile per implementare delle campagne di misura rispondenti ai requisiti del decreto. È previsto comunque che possano essere accettate misure relative ad un periodo e una frequenza di campionamento inferiori purché rappresentative dei consumi annuali. Manca però un chiaro riferimento alla rappresentatività delle stesse; l'inserimento nel decreto di un riferimento ad un protocollo di misura e verifica, quale ad esempio l'IPMVP, sarebbe senz'atro stato di aiuto nel definire un set comune di princìpi, riducendo i margini di interpretazione. Per le nuove procedure standard, un'ottima innovazione che permette di coniugare la ripetibilità con la misurazione a campione, l'effettiva operatività e il periodico aggiornamento dipendono anche da come saranno gestiti i seguenti due punti, nei tempi (il primo) e nei modi (il secondo): l'approvazione con decreto interdirettoriale (Mise e Minambiente) e la dimostrazione delle non convenienza economica ad installare misuratori dedicati. Misure di accompagnamento. Uno dei punti meno osservati, ma di una certa importanza, è quello delle misure di accompagnamento previste. Oltre alla promozione e conoscenza del meccanismo, a cura di Gse (soggetto attuatore, dunque implicitamente coinvolto), ed Enea (per espressa previsione del comma 3 dell'articolo 15), viene prevista la redazione di una guida operativa a cura di Gse con la collaborazione di Enea ed Rse. Tale guida, di ausilio alla presentazione dei progetti, dovrà contenere: descrizione delle migliori tecnologie disponibili e loro potenzialità di risparmio in termini economici ed energetici; indicazioni in merito all'individuazione del consumo di riferimento; elenco degli interventi non ammissibili. Sarà senz'altro un lavoro sfidante, molto complesso e articolato considerata la quantità di tecnologie, tecniche, processi in gioco nel meccanismo dei TEE. La buona riuscita dell'operazione starà nel decidere quante risorse (temporali, umane, tecniche ed economiche) dovranno essere dedicate allo sviluppo della stessa e quanti e quali soggetti (associazioni di categoria, istituzioni etc.) saranno coinvolti. Non sarà chiaramente possibile aspettarsi la copertura di tutti i casi possibili, così come sarebbe utopico immaginare un livello di dettaglio contenuto nei report BREF (direttive IPPC e IE), ciascuno dei quali dedicato ad uno specifico settore industriale e composto (ognuno) da almeno 250 e spesso oltre 500 pagine. Ma se si decidesse di investire adeguatamente in quest'operazione di ricerca e analisi si potrebbe sfruttare l'occasione per fare il punto sull'innovazione tecnologica del Paese in diversi comparti, per identificare al meglio quel potenziale di efficienza energetica reale su cui tarare gli obiettivi, e comprendere (e correggerne i motivi), magari dirottando su di essa parte delle risorse della Ricerca di sistema elettrico o attingendo dalle risorse di Horizon 2020, il più capiente strumento dell'UE dedicato alla ricerca e sviluppo. I prossimi mesi saranno dunque di particolare importanza per il meccanismo, sia per valutare l'impatto delle nuove misure, sia perché vedranno la luce il contratto-tipo, le nuove schede, la guida operative. Su queste e le altre novità del recente decreto sarà incentrata la prossima conferenza Fire sui certificati bianchi, quest'anno a Milano il prossimo 30 maggio (www.certificati-bianchi.com).