Certificati bianchi, il decreto in GU

Certificati bianchi, il decreto in GU

(Staffetta Quotidiana) Confermato tetto contributo a 250 € e compensazione 2 anni. Salta l'obbligo Gse di pubblicare guida operativa. Baseline, puntualizzazione su interventi "obbligati". Valgono anche progetti standard presentati da aprile 2017 su LED, motori elettrici, bolletta smart, impianti aria compressa, motori navi e auto elettriche e ibride. Industria 4.0, cumulabilità parziale. TEE “allo scoperto” costeranno fino a 15 € senza rimborso e acquisibili solo se si hanno già titoli per il 30% dell'obbligo. Bilaterali contano solo fino a 250 €. Precisati obblighi su informazioni societarie Rinnovabili e Altre Fonti di Energia - Efficienza Come anticipato ieri dalla Staffetta (v. Staffetta 10/07), è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 luglio il testo del decreto correttivo sui Certificati Bianchi per l'efficienza energetica che conferma in buona parte la bozza anticipata dalla Staffetta in aprile (v. Staffetta 09/04) ma nel contempo con alcuni aggiustamenti.  Confermati il tetto a 250 euro/titolo per il contributo tariffario, l'emissione di titoli allo scoperto da parte del Gse in caso di necessità per raggiungere l'obbligo (ma con limiti e aggiustamenti, v. sotto), il ritorno ai due anni di tempo per la compensazione e l'elenco dei progetti standardizzati già pubblicato nella bozza (a cui si aggiunge però un secondo allegato). Tra le novità, salta il comma che imponeva al Gse di pubblicare entro 60 giorni l'attesa guida operativa sull'ammissibilità dei progetti. In tema di baseline poi all'art. 1 comma 1, a) inserita una frase che tiene fermo quanto previsto dall'art. 6 delle linee guida del gennaio 2017 sull'inammissibilità ai Tee di progetti di adeguamento derivanti da obblighi normativi o amministrativi, salvo che si usino soluzioni più efficienti da quelle di legge e che generino risparmi addizionali. Sui citati titoli allo scoperto (ossia senza progetto sottostante) si stabilisce, in risposta alle osservazioni dell'Autorità per l'energia, che potranno essere chiesti dal soggetto obbligato solo a condizione che abbia già in portafoglio titoli per coprire il 30% del suo obbligo. Inoltre il costo del loro acquisto non verrà riconosciuto in bolletta e quindi ammonterà alla differenza tra 260 euro (prezzo di acquisto inizialmente previsto nella prima bozza) e contributo tariffario, con un tetto che non potrà comunque superare i 15 euro.  Tale onere di massimo 15 euro per ogni titolo "di carta" verrà imputato ai distributori attraverso una corrispondente minor erogazione del contributo tariffario. Vengono introdotte anche delle limitazioni su modi e tempi per l'eventuali riscatto dei titoli senza progetto acquistati. Novità anche un'incompatibilità parziale tra TEE e Industria 4.0. Nello specifico resta come nella bozza la compatibilità totale con fondi di garanzia e di rotazione e contributi in conto interesse mentre si stabilisce che l'accesso a detassazione del reddito di impresa per l'acquisto di macchinari e attrezzature comporta una riduzione del 50% del numero di Certificati spettanti. Sempre in risposta ai rilievi Arera, il Mise da un lato conferma che per il contributo tariffario si potranno computare anche i bilaterali ma dall'altro stabilisce che ciò avverrà solo se il prezzo non supera i 250 euro. Novità come accennato anche per i progetti standardizzati. Un comma all'articolo 2 che mancava nella prima versione rinvia infatti a un nuovo allegato con tipologie di interventi standard ammissibili se presentati a partire dall'entrata in vigore delle linee guida Tee 2017 (aprile 2017) e comunque fatte salve le condizioni poste nelle linee guida 2017 stesse all'allegato 1 cap. 2. Le tipologie ammesse sono installazione LED illuminazione e illuminazione stradale, motori elettrici, impianti di produzione dell'aria compressa, bolletta “smart” come misura comportamentale, e nel campo della mobilità sostenibile, sistemi propulsivi delle navi e acquisto flotte di veicoli ibridi ed elettrici Infine viene formulato in modo più diffuso l'insieme di obblighi di trasparenza sugli incroci societari che dovrebbe scoraggiare speculazioni e conflitti di interesse derivanti dalla compresenza sul mercato di soggetti produttori di titoli e soggetti obbligati appartenenti al medesimo gruppo. Nello specifico i soggetti iscritti al registro dei Certificati o ammessi al mercato devono comunicare al GME (che ripubblica le informazioni sul suo sito) le partecipazioni detenute in altri soggetti iscritti, fornendo l'elenco con l'indicazione nominativa delle società partecipate e il valore percentuale e a comunicare l'eventuale presenza, nel mercato o nel registro, di altri soggetti appartenenti al medesimo gruppo societario.