Efficienza energetica, Testa: "serve un soggetto terzo"

Efficienza energetica, Testa: "serve un soggetto terzo"

(Staffetta Quotidiana) - 28 mld di euro investiti dalle famiglie italiane in meno di 10 anni, 2,5 mln di interventi di riqualificazione energetica eseguiti tra il 2007 e il 2015, 10 mtep l'anno risparmiati, -26 mln di tonnellate di CO2 immesse nell'atmosfera e 3 mld di euro di spese per il trasporto di fonti fossili risparmiati. Sono queste le cifre contenute nel V Rapporto annuale sull'efficienza energetica presentato dall'Enea giovedì 23 giugno nella sala degli Arazzi, presso il palazzo del ministero dello Sviluppo Economico. Numeri che raccontano di un tema cruciale come quello dell'efficienza energetica che conta una filiera da 50 mila posti di lavoro in media l'anno. Un settore attraverso cui passa una parte importante dello sviluppo del Paese come la stessa Teresa Bellanova, viceministro del Mise, ha affermato nel suo intervento aggiungendo che “il governo, grazie anche all'operato del Mise, continuerà a rafforzare gli impegni nel campo dell'efficienza energetica e a farsi parte attiva, a livello europeo, nella revisione degli strumenti comunitari”. Federico Testa, presidente dell'Enea, ha ricordato che il modello tecnico-economico dell'efficienza energetica è più complesso di quello delle rinnovabili poiché non esiste una soluzione unica. Proprio l'oggettiva complessità del settore dà luogo alla necessità di stabilire linee guida e metodologie univoche che permettano di confrontare le varie diagnosi energetiche per i vari interventi. Ma l'efficienza energetica ha bisogno anche di mobilitare i capitali privati e finanziare interventi che finora non sono stati finanziati. Per incentivare questo l'Enea propone l'introduzione di un soggetto pubblico che abbia il compito di sovrintendere alla bontà degli interventi rassicurando i soggetti finanziatori, come le banche. La stessa Enea si candida a ricoprire tale ruolo. Affrontato anche il tema degli incentivi. A invocare un cambio di rotta, o quanto meno un'inversione culturale, sono Claudio de Albertis, presidente dell'Ance, Francesco Sperandini, presidente del GSE, Raffaele Tiscar, vicesegretario generale alla presidenza del Consiglio dei Ministri ed Enrico Morando, viceministro dell'Economia. Un cambio di rotta che permetta di premiare gli interventi più importanti. “In Italia siamo molto innamorati degli incentivi, - ha commentato Tiscar - ma dobbiamo avere il coraggio di stabilire degli obiettivi a medio termine (3-5 anni) perché solo in questo modo è possibile misurare l'efficacia di ogni incentivo”. Per Morando “bisogna stabilizzare i tempi degli incentivi ma non eternizzarli”.  Tornando al rapporto presentato, lo studio evidenzia il raggiungimento dell'Italia dell'obiettivo del 32% di risparmio al 2020 stabilito dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014 che è stato attuato principalmente grazie a due importanti strumenti: i certificati bianchi e le detrazioni fiscali. “L'analisi dei risultati ci dice che siamo sulla buona strada, ma dobbiamo fare uno sforzo in più se vogliamo mantenere gli obiettivi stabiliti”, ha commentato Mauro Mallone, dirigente del Mise e responsabile delle divisioni “efficienza energetica” e “sviluppo sostenibile”, che in merito ai certificati bianchi ha aggiunto: “prevediamo a valle del confronto con l'UE l'emanazione entro la fine dell'anno delle nuove linee guida. Continuando a tenere alta l'attenzione sull'efficienza energetica potremmo mantenere la nostra posizione di leader sul mercato europeo”. Nel rapporto c'è anche spazio per il tema della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, un settore che da solo rappresenta circa il 40% dei consumi dell'intera UE. Nel 2014 il settore residenziale ha registrato un calo nei consumi del 15% rispetto all'anno precedente, mentre quello non residenziale del 6,7%. “Un tema rilevante – ha commentato Testa -, sul quale si è fatto poco è quello condomini anni '60 e '70, particolarmente poco efficienti dal punto di vista energetico. Dobbiamo trovare meccanismi incentivanti per consentire di diventare ‘green' anche a quanti vivono in questi complessi e non hanno risorse da investire”. Secondo il rapporto, infatti, oltre i due terzi del patrimonio edilizio esistente risale a prima degli anni Ottanta, quando ancora non c'era nessuna legislazione per il risparmio energetico. Un potenziale di risparmio stimato dalla Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN) in 5,7 Mtep annuo. Per sostenere tale risultato sarebbero necessari 13,6 mld di euro l'anno per gli interventi globali e 10,5 per quelli parziali per il settore residenziale e 17,5 l'anno per il settore non residenziale. Cifre che potrebbero ridare fiato al settore edilizio. Presentati anche i dati derivanti dalla presentazione delle diagnosi energetiche per le imprese come previsto dal decreto legislativo 102/2014: 10.823 in totale le diagnosi presentate, il 45% delle quali provenienti dal comparto manifatturiero e il 15% dalle imprese del commercio. Quanto al settore trasporti, la Strategia Energetica Europea e nazionale individuano nella mobilità elettrica uno dei punti cardine per la decarbonizzazione del settore. Nel 2015 le vendite di veicoli elettrici hanno toccato quota 193.000 unità superando l'1% del mercato complessivo europeo. Il rapporto stima che questa crescita sarà costante e nel 2025 arriverà a registrare fino a un +8% annuo. Infine è stato illustrato il Programma Triennale di Informazione e Formazione previsto dal D.Lgs. 102/2014 denominato Italia classe A. Il piano comunicativo prevede tre fasi di attuazione: una prima formazione di base; una seconda che prevede un'azione mirata verso i destinatari e una terza volta a consolidare e verificare i risultati raggiunti in relazione agli obiettivi prefissati.