Efficienza, oltre il risparmio c'è di più

Efficienza, oltre il risparmio c'è di più

(Staffetta Quotidiana.it) - Per l'efficienza energetica il tema più atteso del periodo è la conferma degli incentivi. La Fire è fiduciosa che siano confermati l'Ecobonus, la legge Sabatini nella parte Industria 4.0 e le detrazioni per interventi strutturali di efficienza energetica, come pure il super-ammortamento del 40% e l'iper-ammortamento del 140%. Dario Di Santo, della Fire, ha espresso il proprio apprezzamento per queste due ultime misure, vista la semplicità della loro applicazione (“bastano le competenze di un commercialista”) e in generale per le detrazioni, il Conto termico e per il sistema di diagnosi e certificazioni. Mauro Conti (Bit) ha ricordato che, secondo il V Rapporto Enea sull'efficienza energetica, l'Italia ha raggiunto il 32% dell'obiettivo di risparmio al 2020 fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014 grazie ai Tee e agli Ecobonus. Secondo Enrico Biele (Fire), occorre completare le aree di intervento del Conto termico per edilizia e trasporti, peraltro previste dalla Sen; l'impianto di incentivazione è a tutt'oggi conveniente solo per edifici nuovi o ristrutturati ed occorre renderlo tale anche in contesti di minore entità; il fondo di garanzia deve includere i Nzeb (Near Zero Emissions Buildings, edifici a emissioni quasi zero); l'edilizia popolare, sulla quale si registrano sempre più frequenti ristrutturazioni, deve essere trattata esplicitamente dal Conto termico, così come “Industria 4.0” deve riguardare anche i Tee. Svenja Bartels (Roedl & Partner) ha aggiunto che il codice degli appalti non considera l'efficienza energetica. In ritardo di due anni, le linee guida sui Tee, nell'ultima bozza illustrata da Biele, non presentano significative novità rispetto a quanto apparso un mese fa): sembrerebbero chiarite la definizione e la condivisione delle responsabilità del soggetto titolare del progetto (quello che sostiene l'investimento) e di quello proponente (quello in possesso dei requisiti); conservata l'addizionalità nel calcolo dei Tee ed eliminati il coefficiente di durabilità ed il coefficiente “IC” legato all'intensità di capitale; cambia anche la cumulabilità con gli incentivi alle rinnovabili. Sui Tee, il transitorio è risultato più problematico del previsto; inoltre, il prezzo salito a 250 € si sta stabilizzando e secondo Biele non si può più pensare a un effetto di speculazione come nei primi giorni della sua crescita. Colpisce l'osservazione, da parte di Bartels, che le Esco non mettono quasi mai i Tee nei loro business plan. Conti e Giuseppe Dasti (Mediocredito Italiano) hanno sollevato il problema del ritardo, giunto oramai a due anni, del fondo di garanzia per l'efficienza energetica, dovuto alla mancanza di un accordo da parte del Mise su chi sarà il gestore. Dasti suggerisce di prendere a modello il fondo nazionale di garanzia per le Pmi, che ha generato 15 miliardi di euro di investimenti a fronte di uno stanziamento giunto a un miliardo. Sull'Epc, Bartels ha osservato che i rischi percepiti su tale forma contrattuale sono ancora diffusi presso i potenziali finanziatori, per esempio per la difficoltà di prevedere i risparmi sui costi energetici, come rilevato dallo studio del Jrc “Financing building energy renovations” del 2014 e citato da Daniele Forni (Fire). Bartels ha mostrato una Swot analysis (analisi dei punti di forza e debolezza) sull'Epc che fra le debolezze comprende la sfiducia nell'esternalizzazione dell'energy management, la difficoltà nel comprendere la natura dei contratti di tipo Epc e l'inadeguatezza di questi ultimi a ristrutturazioni ampie. A conferma di queste valutazioni, l'Energy Efficiency Report 2016 riporta che le Esco nel 2015 hanno coperto solo l'1% della quota di mercato, segno che i committenti preferiscono rivolgersi direttamente ai tecnici. Conti e Dasti hanno riferito dell'intenzione di Cdp e Bei di lanciare un prodotto di risk sharing a supporto delle banche che finanziano l'efficienza energetica, che offrirà garanzia pubblica a un portafoglio di progetti coperto dalle risorse del Piano Juncker. Conti ha sottolineato il successo che sta riscontrando l'iniziativa Jessica (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) per l'utilizzo dei fondi strutturali per lo sviluppo urbano e l'efficientamento energetico in modo rotativo. Dasti ha quindi espresso i problemi dell'Epc dal punto di vista delle banche, che hanno contatti diretti solo con le Esco, ma il successo di un progetto basato sull'Epc dipende anche dal beneficiario finale, cliente dell'Esco, con cui questa ha un rapporto contrattuale e di scambio di obbligazioni, e della durata di diversi anni: quindi la banca deve valutare nel merito creditizio tale cliente, anche se terzo, anche per rassicurare la stessa Esco. Nel successo degli interventi di efficienza energetica influiscono benefici che vanno oltre tale aspetto. Da uno studio condotto negli Usa, e riferito da Andrea Trianni (Politecnico di Milano), su due interventi di efficienza energetica, uno in ambito residenziale e uno in ambito industriale, è emerso che la “forchetta” della previsione sui benefici è in entrambi i casi molto ampia (rispettivamente dal 42 al 122% e addirittura dal 3 al 250% di risparmio sui costi energetici). Questa incertezza suggerisce di non focalizzare gli interventi sui soli benefici energetici, ma di estendere l'approccio dall'efficienza energetica a quella globale del beneficiario. Come ammesso da Di Santo, l'efficientamento energetico può comportare effetti negativi sui costi di manutenzione, sulla qualità ed affidabilità del prodotto, pesanti modifiche agli impianti esistenti e con lunghi tempi di fermo impianti per l'installazione senza garantire un risparmio almeno pari a quello previsto. I progetti riportati da Trianni puntano, allora, su un orizzonte di filiera in cui l'efficienza energetica è solo una voce insieme alla riduzione dell'inquinamento (anche acustico), all'ottimizzazione del funzionamento, alle facilità e flessibilità d'uso degli impianti, a ridurre l'occupazione di spazio, ai minori costi di manutenzione e di esercizio e all'aumento della qualità e della sicurezza. Vanno nella direzione qui indicata anche le esperienze presentate da alcuni grandi operatori della Gdo come Carrefour e Mediamarket, da Liquigas, da Brianzacque, che per la natura della sua attività non può interrompere il servizio, e da Iren sotto forma di Epc per il Comune di Torino. Interessanti anche le metodologie, corredate da esempi di implementazione, adottate dalle società di consulenza e progettazione Fedabo, Dba, Hitaci, Metron e Schneider Electric, dal certificatore Certiquality e dal fornitore di tecnologie Viessman. Stefano D'Ambrosio (Fire) ha inoltre tracciato un bilancio sulle diagnosi energetiche e sulle certificazioni, entrambe cresciute (anche a seguito dell'esecuzione delle sanzioni previste per i soggetti inadempienti). Nelle bozze delle linee guida sui Tee compare uno sconto del corrispettivo dovuto al Gse in fase di avvio del procedimento per i soggetti che eseguano una diagnosi energetica pur non essendovi obbligati.