Focus. Efficienza, l’illuminazione pubblica può tagliare consumi fino al 60%

Focus. Efficienza, l’illuminazione pubblica può tagliare consumi fino al 60%

(Quotidiano Energia) - Servono investimenti per 8 mld € in un settore che pesa 2 mld € l’anno sui bilanci della P.A. L’analisi del Centro studi di Cassa depositi e prestiti - "L'illuminazione pubblica si caratterizza per consumi di elettricità eccessivi e sproporzionati rispetto alla qualità del servizio offerto ai cittadini. Si stima che i risparmi energetici potenzialmente conseguibili - attraverso la realizzazione d'interventi di efficientamento degli impianti e di miglioramento delle loro prestazioni funzionali e illuminotecniche - siano in un range del 30%-60% rispetto all'attuale profilo dei consumi". Un settore, quindi, altamente energivoro dal grande potenziale di efficientamento. Questa l'analisi sull'illuminazione pubblica contenuta nel rapporto "finanza locale 2/2016" a cura del Centro studi e ricerche di Cassa depositi e prestiti, pubblicato nelle scorse settimane (le altre sezioni del documento riguardano capitale pubblico e produttività, debito locale, riforma delle società partecipate e rifiuti). L'illuminazione ha un peso rilevante sui bilanci delle P.A. "Per i soli consumi elettrici - si legge nel report - il costo dell'illuminazione pubblica in Italia è pari a circa 1,1 miliardi di euro, con un'incidenza sulla spesa energetica tra 15% e 25%. Complessivamente si stima che l'illuminazione pubblica raggiunga un costo di 2 miliardi di euro l'anno" nel nostro Paese. Anche il confronto con la Ue presenta molte ombre. Il consumo annuo pro capite di illuminazione pubblica in Italia è di 107 kWh, mentre la Francia registra 80 kWh, la Germania 50 kWh, la Gran Bretagna 42 kWh. "Secondo studi europei" si registra una potenza installata per superficie urbanizzata "più che doppia rispetto a quella inglese, tedesca e francese". Contrariamente a quanto avviene in queste realtà, nelle nostre strade la sorgente più impiegata è la lampada da 150 W, mentre oltre il 50% dei tratti "potrebbe essere illuminato con sorgenti da soli 70 W". Un potenziale di risparmio importante se si considera che, con 4.200 ore di funzionamento l'anno su 8.760, i consumi di elettricità dell'illuminazione pubblica in Italia sono risultati pari nel 2014 a 5.885 milioni di kWh. Le problematiche rilevate nel comparto dal rapporto sono molteplici, tra cui: disposizioni locali differenti da regione a regione, potenziale d'intervento delle Esco "limitato", difficoltà nell'integrare tecnologie consolidate e innovative. Inoltre, in Italia si stimano tra i 9 e gli 11 mln di punti luce, di cui circa il 20% risulta non a norma. In particolare, circa 2 mln di pali non sono di proprietà dell'ente locale di riferimento, circostanza che contrasta con la normativa e complica gli interventi di efficientamento. Per il prossimo futuro, si sostiene nel report, sono necessari investimenti, anche in ottica di "smart city", per circa 8 mld di euro. Nel dettaglio: 4 mld € per la sostituzione degli impianti obsoleti e non in linea con le normative vigenti; 2,5-3 mld € per la sostituzione dei corpi illuminanti con tecnologie più efficienti; 800 mln € per il censimento di tutti i punti luci e installazione di smart meter per il monitoraggio delle prestazioni.