Ipotesti divorzio tra Aie e Ocse

Ipotesti divorzio tra Aie e Ocse

(Quotidiano Energia) - Al centro frizioni amministrative e l'avvicinamento non concordato dell'agenzia alla Cina - L'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) e l'Ocse potrebbero avviarsi a un divorzio. È quanto emerge da un documento intercettato dalla "Reuters", in cui si legge che il mese scorso il consiglio dell'organizzazione ha proposto all'agenzia con base a Parigi di separarsi, citando anni di frizioni di carattere amministrativo culminati con il recente avvicinamento dell'Aie alla Cina. Paese dove non a caso il direttore esecutivo Fatih Birol aveva compiuto la sua prima missione ufficiale dopo l'insediamento nel settembre 2015 (QE 9/9/15). Una circostanza del tutto nuova: nessuno dei suoi predecessori aveva infatti iniziato il mandato con una visita a un Paese che non fosse un membro dell'agenzia. "L'Aie ha iniziato a trattare nel 2016 con la Cina per stabilire una sua sede a Pechino senza consultarsi prima con l'Ocse, che dal canto suo aveva già iniziato a parlare con le autorità cinesi della creazione di un proprio centro nel Paese e di un country office, cosa di cui l'Aie era a conoscenza", si legge nel documento riportato dall'agenzia di stampa britannica. Nessun commento è arrivato per il momento né da parte dall'Ocse né dall'Aie, che tuttavia ha fatto presente attraverso una portavoce che qualsiasi ipotesi di scissione dipenderà dalla volontà dei Paesi membri. Fondata nel 1974 su proposta dell'allora segretario di Stato Usa, Henry Kissinger, in risposta alla crisi petrolifera dell'anno precedente, l'Aie - che conta 29 membri, tutti appartenenti all'Ocse - ha tra le sue principali funzioni la gestione del rilascio delle scorte oil strategiche nel caso di emergenze relative agli approvvigionamenti.