Pacchetto invernale, Senato su Ets ed efficienza

Pacchetto invernale, Senato su Ets ed efficienza

(Staffetta Quotidiana) - Il parete delle commissioni Le commissioni riunite Industria e Ambiente del Senato hanno approvato il parere sul documento del “pacchetto invernale” riguardante la Governance dell'Unione dell'Energia (Atto n. COM (2016) 759 Def). Per le commissioni l'Ue deve far presto a rendere chiari gli strumenti per la dotazione dei piani previsti dal “pacchetto invernale”: “posto che già entro il 1º gennaio 2018 gli Stati membri dovranno elaborare le rispettive bozze dei piani energetici da inviare alla Commissione europea, che potrà fornire raccomandazioni sul livello di ambizione degli obiettivi nazionali e su specifiche politiche e misure incluse nel piano, si evidenzia che si rende necessario implementare sin da ora gli strumenti considerati efficaci in termini di valutazione dei risultati delle politiche e delle misure, al fine di consentire agli Stati membri di operare al meglio le proprie opzioni regolatorie”. La raccomandazione è stata aggiunta ex novo rispetto al parere presentato a inizio aprile (v. Staffetta 6/4) che non entrava nel merito: “Nel condividere la scelta di predisporre un piano nazionale decennale che tracci la strategia energetica dei singoli Stati, l'Italia ha già operato una scelta dotandosi di una Strategia energetica nazionale, e la seconda è attualmente in via di adozione”, si legge. La redazione del nuovo piano in attesa che vengano definiti i parametri, secondo la Commissione comporterà un aumento degli oneri per le amministrazioni ma “offrirà l'occasione per una rappresentazione più esaustiva di tutte le politiche, ivi comprese quelle relative alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico”. Nel parere, redatto dai senatori Laura Puppato e Francesco Scalia, entrambi Pd, sono state accolte le istanze degli stakeholder in tema di efficienza. Da più parti sono state espresse critiche all'obbligo di incremento dell'1,5% annuale in efficienza, un tasso che rischierebbe di penalizzare l'Italia già più avanti degli altri Paesi Ue: “Il target del 30% del recupero energetico andrebbe innalzato”, viene sottolineato e “tale opzione andrebbe introdotta congiuntamente ad una rimodulazione dell'incremento dell'1,5%”. Nel nuovo parere restano le critiche all'Ets: “non si è dimostrato capace di saper orientare – in senso virtuoso ed ecocompatibile – i grandi emettitori europei di CO2”, la riforma in discussione inoltre che prevede “una riserva stabilizzatrice porterà ad un aumento del prezzo delle quote di emissione con il rischio di una asimmetria competitiva tra le imprese energivore europee e quelle extra Unione europea”. La soluzione potrebbe essere “un sistema di tassazione diretta del carbonio presente nei prodotti”. Per quanto attiene la mobilità vengono valutati positivamente gli ultimi sviluppa in tema di abbattimento delle emissioni, secondo le commissioni “Molto può fare, in tal senso, anche il gas liquido e il gas da biometano per autotrazione e il maggiore sviluppo del trasporto su ferro sia per le merci che per le persone”. Sul fronte delle rinnovabili viene proposta la creazione di un fondo comunitario creato con il contributo di tutti gli Stati membri “gestito dalla Commissione europea da utilizzare per contribuire a progetti sull'energia rinnovabile in tutta l'unione”.