Riscaldamento globale. Le balene potrebbero aiutarci

pubblicato il 2 ottobre 2019
Riscaldamento globale. Le balene potrebbero aiutarci

In tema di risposte e proposte per risolvere i problemi che prospetta il cosiddetto “Global Warming”, una di queste verrebbe dal mare e offrirebbe il vantaggio di essere molto più economica e apparentemente più fattibile rispetto alle altre. Alcuni studi, elaborati principalmente da biologi marini, dimostrano infatti l’esistenza di un circuito virtuoso, in termini di assorbimento di CO2, strettamente dipendente dalla diffusione e circolazione nei mari del pianeta di uno degli esseri viventi più grandi, le balene.
Questi cetacei, infatti, sarebbero in grado di assorbire da soli una sbalorditiva quantità di anidride carbonica durante la loro esistenza, soprattutto se ciò si paragona al numero di alberi necessari a produrre lo stesso risultato. Ma non finisce qui. Per uno strano paradosso legato alla catena alimentare, dovunque questi giganti del mare si muovono altrettante creature molto più piccole li seguono e proliferano formando quell’esercito di minuscoli esseri generalmente noto sotto il nome di plancton. Ancora di più, pare che sia proprio il movimento delle balene ad aumentarne la proliferazione. Ebbene anche questa moltitudine di forme di vita galleggiante (il plancton vive per lo più sulla superficie oceanica) sembrerebbe essere in grado di catturare dosi assolutamente massicce di CO2. Concludendo l’ipotesi proposta riposa nell’assoluto bisogno di rilanciare questo circolo virtuoso, ripopolando gli oceani di grandi cetacei. Purtroppo la popolazione di questi potenziali alleati, al contrario, si è quasi estinta dopo di anni d caccia spietata. Nel caso della balenottera azzurra,  si calcola che la popolazione si sia ridotta al 3% di quella antecedente a questo sfruttamento industriale.
Non sarebbe più, quindi, se mai lo sia stata esclusivamente, solo una questione etica, essa riguarda il nostro e il futuro del pianeta.   

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