Risoluzione EU: economia circolare, un cambiamento per affrontare la scarsità di risorse

Risoluzione EU: economia circolare, un cambiamento per affrontare la scarsità di risorse

EuropaInforma Anno 1 9 n° 1 4 del 1 5 luglio 201 5 - 425.

In una risoluzione approvata il 9 luglio con 394 voti a favore, 1 97 contrari e 82 astensioni, il Parlamento europeo sostiene un cambiamento nell’economia mondiale puntando all’economia circolare per affrontare la scarsità di risorse del pianeta. A differenza del tradizionale modello economico lineare basato sulla dinamica "prendi-produci-usagetta", l'economia circolare è fondata sul riutilizzo, la riparazione, il ricondizionamento e il riciclaggio, in un circuito (quasi) chiuso nel quale i prodotti e i materiali in essi contenuti assumono grande valore. La transizione verso un'economia circolare risponde a una logica tanto ambientale quanto economica. Potrebbe infatti allentare le pressioni sull'ambiente, con ricadute positive sugli ecosistemi, la biodiversità e la salute umana. Potrebbe altresì aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, dato che l'UE importa attualmente, in equivalente materie prime, circa la metà delle risorse che consuma. Inoltre, le imprese avrebbero la possibilità di realizzare risparmi sulle spese per i materiali (tra i 250 e i 465 miliardi di euro l'anno, ovvero tra il 1 2% e il 23% delle spese per i materiali, secondo la Fondazione Ellen MacArthur) e si potrebbero creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030, secondo le stime della Commissione europea. Ciononostante, il passaggio a un'economia più circolare presenta una serie di ostacoli e sfide. Richiede un'evoluzione strutturale del comportamento dei consumatori e dei modelli imprenditoriali e potrebbe mettere a rischio parte dei 350 000 posti di lavoro dell'industria estrattiva europea. Mancano ancora strumenti chiave per la transizione, ad esempio mercati per le materie prime secondarie. Inoltre, gli Stati membri usano metodi molto diversi per trattare i rifiuti. Un cambiamento di questo tipo comporterebbe altresì una grande sfida in termini di governance multilivello. La Commissione europea ha presentato un pacchetto sull'economia circolare nel luglio 201 4. Tuttavia, la proposta legislativa in materia di rifiuti inclusa nel pacchetto è stata ritirata nella prima parte del 201 5. Entro la fine dell'anno sono attesi sia una nuova proposta legislativa sia un piano d'azione sull'economia circolare. Il 1 7 giugno 201 5 la Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del PE ha approvato la relazione strategica dal titolo "Efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare" (relatore: Sirpa Pietikäinen, PPE, Finlandia), che ha avuto il via libera dalla plenaria di Strasburgo la settimana scorsa. La relazione appoggia l'approccio generale adottato dalla Commissione nella comunicazione del 201 4 sull'economia circolare (“Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti "– COM(201 4) 398 def del 25 settembre 201 4) ed esorta la Commissione a presentare – come ha annunciato – un'ambiziosa proposta entro la fine del 201 5. La relazione invita a proporre obiettivi vincolanti, a livello UE e nazionale, per aumentare l'efficienza delle risorse del 30% entro il 2030 rispetto al 201 4, nonché a introdurre una serie di indicatori per misurare vari aspetti del consumo di risorse. Quanto all'attesa proposta legislativa in materia di rifiuti, la relazione raccomanda, tra l'altro, di imporre un divieto di incenerimento dei rifiuti riciclabili e biodegradabili entro il 2020, di applicare gradualmente, entro il 2030, un divieto di smaltimento in discarica (ad eccezione di alcuni rifiuti pericolosi e rifiuti residui) e di aumentare gli obiettivi di riciclaggio e di riutilizzo dei rifiuti, ad almeno il 70% dei rifiuti solidi urbani e all'80% dei rifiuti di imballaggio. La relazione chiede altresì una revisione della legislazione riguardante la progettazione ecocompatibile e della pertinente legislazione in materia di politica dei prodotti al fine di introdurre progressivamente requisiti di efficienza energetica obbligatori, così come misure volte a promuovere lo sviluppo di mercati per le materie prime secondarie, procedure verdi obbligatorie in materia di appalti pubblici e la mobilitazione di fondi UE per l'efficienza delle risorse. Il messaggio contenuto nella risoluzione approvata a Strasburgo è quindi molto chiaro: la Commissione europea non faccia passi indietro sul testo e presenti una proposta realmente ambiziosa per ridurre lo spreco di risorse, intervenire sull'ecodesign e centrare l'”obiettivo zero rifiuti”, eliminando il loro incenerimento e collocamento in discarica. Sul tema dell’economia circolare - come già riportato su “Europa informa” del 3 giugno - la Commissione europea nel frattempo ha avviato una consultazione pubblica tra i cittadini e c’è tempo ancora fino al 20 agosto per fornire i propri pareri via web collegandosi al sito:

http://ec.europa.eu/environment/consultations/closing_the_loop_en.htm