Il Green Act: l'agenda verde per il Paese

Il Green Act: l'agenda verde per il Paese

Il Green Act sarà una vera e propria agenda verde, per declinare in chiave innovativa e sostenibile lo sviluppo del nostro Paese nei prossimi anni. Ad annunciarlo, Chiara Braga, la responsabile Ambiente del PD, che da alcuni mesi è impegnata nella stesura di questo documento annunciato dal governo. On. Braga, quali saranno le priorità per sviluppare il potenziale di crescita sostenibile e aumentare la competitività delle imprese nel nostro Paese? “Per noi il Green Act non sarà un singolo provvedimento, ma abbiamo l’ambizione che sia la costruzione di un’agenda verde per il governo del Paese per i prossimi anni, che declini anche in chiave innovativa il tema dello sviluppo sostenibile. Credo che il nostro obiettivo dovrà essere quello del contrasto ai cambiamenti climatici; di giocare fino in fondo alcune sfide europee come quello, ad esempio, sull’economia circolare e i settori sui quali immaginiamo appunto uno sviluppo di politiche anche industriali del nostro Paese riguarderanno sicuramente, come priorità, il tema dell’efficienza energetica, del risparmio nell’utilizzo di energia nella riqualificazione della rete di distribuzione nel tema centrale dell’efficientamento del nostro patrimonio edilizio, a partire da quello pubblico, ma anche nei settori come quello dei trasporti ad esempio, quello dell’agricoltura”. Per sfruttare meglio il potenziale tecnico e industriale italiano, nei settori dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, quali le azioni per declinare la strategia del Green Act? “Credo sia fondamentale rendere strutturali e confermare quegli strumenti che hanno già consentito in questi anni di raggiungere delle performance molto importanti. Il tema ad esempio delle detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio; il 65%, eventualmente valutando anche una sua estensione ad esempio la messa in sicurezza sismica degli edifici o al tema ad esempio della rimozione dell’amianto. Noi abbiamo degli obiettivi importanti che ci siamo dati a livello europeo; c’è bisogno anche di adeguare la rete di utilizzo a fronte appunto dell’evoluzione energetica del Paese, tenuto conto che già nello scorso anno il nostro Paese ha soddisfatto il proprio fabbisogno energetico esclusivamente con l’utilizzo delle rinnovabili. In questo la strategia energetica nazionale che forse ha bisogno in qualche modo di essere aggiornata, può essere un terreno di confronto e anche di esercizio importante”. In che modo il Green Act potrà determinare la creazione di una maggiore consapevolezza sui temi dell’efficienza nel nostro Paese? “A me piacerebbe che il Green Act fosse anche l’occasione per sviluppare delle alleanze positive tra il mondo della politica, di chi fa le leggi, del Governo e anche di organismi tecnici scientifici che sono fondamentali per perseguire questi obiettivi. Se penso all’ENEA credo che una delle misure più significative che è quella appunto delle detrazioni fiscali, assegna proprio all’ENEA il compito dell’attuazione e della verifica di questi provvedimenti, sul tema dei controlli e anche delle verifiche richiesti dalle normative di agevolazione. Naturalmente non c’è soltanto un compito di attuazione delle misure. Credo che da queste realtà, da queste strutture che sono ricche di conoscenza di capacità e di professionalità possano venire anche degli stimoli positivi per orientare la scelta poi del legislatore. Sul tema ad esempio dell’efficientamento del patrimonio edilizio pubblico, credo che sarebbe molto interessante conoscere anche da un punto di vista di un osservatore, quali possano essere le sinergie migliori perché non ci si perda in diversi rivoli di intervento ma invece si costruisca una politica di efficientamento energetica complessiva a partire proprio dal tema del patrimonio edilizio pubblico”.

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