Politiche energetiche regionali

Politiche regionali in materia di efficienza energetica

Il Piano Energetico Ambientale Regionale del 2005 (delib.g.r. 315/2005) include:

  • Lo sviluppo dell'idroelettrico "minore" (impianti fino a max 10 MW), con la possibilità di realizzare nuovi impianti mini-hydro per una potenza complessiva di oltre 30 MW, e una producibilità annua di circa 120 milioni di kWh.
  • La realizzazione di dieci parchi eolici wind-farm di media taglia, tali da raggiungere i 5-10 MW per sito, e una potenza totale installata non inferiore a 70 MW, con una producibilità di almeno un centinaio di milioni di kWh/anno.
  • Lo sviluppo del solare termico per portare, con incentivi, a installazioni di 1.000 m2/anno, con un risparmio energetico pari a circa 7 MWh/a, a fronte di un investimento complessivo stimato di circa 10 milioni di euro.
  • Lo sviluppo di installazioni fotovoltaiche corrispondenti a una potenza di circa 1,5 MW. L'energia prodotta da queste installazioni sarebbe di circa 2.200-2.300 MWh/anno.
  • L'uso energetico della biomassa, il cui potenziale complessivo in Calabria è stato valutato pari a 152 MWe (dati 2003). Uno scenario cautelativo prevedeva l'insediamento di centrali elettriche alimentate da biomassa per una potenza complessiva di 50- 70 MW e una producibilità di 300- 500 milioni di kWh.
  • Il recupero energetico dai rifiuti solidi urbani.

Nel 2009 (delib.g.r. 358/09) sono state approvate le linee di indirizzo per l'aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale.

Nel 2011 sono state emesse le "Norme per l'abitare sostenibile" (l.r. 41/11) finalizzate al risparmio delle risorse energetiche e ambientali e alla qualità edilizia.  La struttura normativa si rifà al modello ITACA (Istituto per la trasparenza e la compatibilità ambientale). Sono previste l'individuazione e la definizione di strumenti, tecniche e modalità costruttive sostenibili e viene introdotta la "Certificazione di sostenibilità degli edifici", obbligatoria solo per gli interventi realizzati da Enti Pubblici o con finanziamento pubblico superiore al cinquanta per cento. L'attuazione della l.r. 41/11 rimane subordinata alla futura emanazione di specifici strumenti operativi che dovranno fissare le modalità di valutazione (requisiti, criteri, parametri prestazionali, indicatori e pesi) della sostenibilità.

Nel 2012, nell'ambito del PSR 2007/2013, un bando che incentiva, insieme ad altre cose, la realizzazione di impianti per la produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili. Dotazione: 6,133 milioni, di cui 4,633 destinati agli impianti alimentati da biogas di rifiuti organici, da biomasse zuccherine aziendali e da solare a concentrazione. E' previsto un contributo pari al 50% delle spese ammesse in regime de minimis. Beneficiari: imprese agricole.

Nel 2014, la Camera di Commercio di Cosenza, al fine di incentivare politiche ed investimenti in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile ha emesso un bando per la concessione di voucher a favore delle imprese del territorio provinciale che effettuano Diagnosi (audit) energetiche finalizzate: a) alla valutazione del consumo e del risparmio di energia; b) alla installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (esempio impianti fotovoltaici, pannelli solari e termici). A tale scopo la Camera intende cofinanziare fino al 50% delle spese sostenute per gli audit energeticiper un massimo di € 2.500 per ciascuna azienda). L'aiuto è concesso in regime de minimis.

Ad Aprile 2015, la Regione Calabria ha sottoscritto due importanti convenzioni con  l'Universita' della Calabria e l'Universita' "Mediterranea" di Reggio Calabria. Le convenzioni riguardano sei interventi di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili proposti dalle due Universita'. Le risorse impiegate sono pari a 30 milioni di euro. Si tratta di interventi che erano stati candidati a finanziamento nell'ambito del Programma Operativo interregionale Energie Rinnovabili e risparmio energetico (POI ENERGIA) 2007-2013 e ritenuti ammissibili dal Ministero dello Sviluppo economico, non finanziati per carenza di risorse disponibili.